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I cambiamenti  che avvengono nel mercato sono rapidi, intensi, non sempre prevedibili, ogni impresa deve essere capace di gestire al meglio le nuove sfide, cogliendo ogni opportunità. Per essere competitivi in un mercato a così rapida evoluzione, occorre applicare alla propria azienda un sistema di gestione e strategia che permetta di mantenere elasticità da un lato e pianificazione di medio-lungo periodo dall’altro.

Il controllo della gestione aziendale è un sistema direzionale che permette di organizzare e monitorare le scelte dei manager e degli imprenditori in modo tale da raggiungere gli obiettivi prestabiliti attraverso determinate metodologie. Non bastano infatti esperienza e buon senso, ma sono necessari strumenti adeguati per monitorare la gestione, da integrare con qualità manageriali, risorse finanziarie e tecnologie.
In particolar modo, il sistema di controllo di gestione si può articolare in una componente strutturale, che riguarda le unità organizzative dell’impresa, i processi di gestione e sub-sistemi, e in una componente processuale, che concerne l’attività manageriale gestionale.
I manager e gli imprenditori hanno la responsabilità di dover gestire le risorse in maniera efficiente ed efficace per migliorare le performance aziendali, ottimizzando la quantità di risorse per ottenere un determinato volume di produzione e risultati sugli output della gestione.
I programmi di gestione sono inoltre il vero contenuto del budget, strumento essenziale per guidare il manager verso obiettivi di breve e di lungo periodo. Il budget non serve solo per programmare e prevedere possibili situazioni ma anche per responsabilizzare. Più nello specifico, viene utilizzato per:

  • Simulare conseguenze in merito a ipotesi di gestione;
  • Guidare motivare il manager nel raggiungere gli obiettivi;
  • Creare senso di responsabilità;
  • Coordinare i capo-area;
  • Educare il management alla programmazione.

 

Articolare un’adeguata gestione aziendale, adottando una pianificazione strategica che formula coerentemente le decisioni e piani d’azione mediante i quali è possibile raggiungere gli obiettivi, permette alle aziende di distinguersi e ottenere risultati.

successo, strategia, team, business, marketing come ingranaggi della gestione aziendale

In economia aziendale ci sono tre momenti: gestione, direzione e controllo. La contabilità ha lo scopo di analizzare la composizione del patrimonio e rilevarne le variazioni al fine di monitorare la gestione dei fatti interni, legati al processo produttivo dell’azienda, e dei fatti esterni, in riferimento ad operazioni svolte tra l’impresa ed operatori esterni. Le variazioni possono essere attive o passive, a seconda che aumentino o diminuiscano le risorse disponibili dell’azienda.
Il patrimonio numerario subisce continuamente variazioni, distinte in finanziarie, ovvero variazioni nei debiti e crediti, e in monetarie, le quali si riferiscono alle variazioni della cassa.

E’ importante monitorare l’aspetto patrimoniale della propria impresa in quanto rappresenta la disponibilità di beni e capitali che ha l’azienda e la natura dei suoi crediti e debiti.

la crescita del patrimonio paragonata a quella di una pianta

Il reddito è la differenza fra il capitale a inizio periodo e quello a fine periodo. Si calcola prendendo in considerazione le variazioni reddituali e analizzando il principio di competenza economica, elaborando infine le molteplici configurazioni di reddito di esercizio per prevenire l’equilibrio economico aziendale.

Le variazioni reddituali sono misurate da:

• Valore della produzione
• Costi della produzione
Proventi e oneri finanziari
• Rettifiche di valore di attività finanziarie
Proventi e oneri straordinari
• Imposte sul reddito d’esercizio

Se il reddito è positivo, rappresenta l’utile in grado di ricompensare i capitali investiti dall’azienda. Se è negativo, indica una perdita e quindi la quantità di capitale da reinvestire nell’azienda per mantenere un equilibrio.

Un’impresa raggiunge l’equilibrio economico quando il valore della produzione copre tutti i costi e si genera un margine, l’utile, che consente di remunerare il capitale investito.

La definizione del reddito per la consulenza aziendale

La contabilità serve per rilevare, stimare, classificare e rappresentare dati economico-finanziari ed operativi. Si suddivide in contabilità generale e contabilità direzionale.

La contabilità generale realizza rendiconti per soggetti esterni, come proprietari, finanziatori, autorità fiscale e autorità giudiziaria (stakeholder) e pone molta attenzione verso attendibilità, prudenzialità e verificabilità dei dati. E’ obbligatoria per realizzare i bilanci di esercizio, deve seguire i principi contabili e quindi è necessario che le informazioni riportate siano precise.
La contabilità direzionale invece comprende report per i soggetti interni all’azienda, utilizzati per pianificare, dirigere, motivare, controllare e valutare le performance. In questo caso, viene enfatizzata la rilevanza dei dati e la tempestività delle informazioni.

Una buona gestione della contabilità permette ai manager di prendere decisioni giuste avendo un quadro chiaro della situazione economica.

controllare la contabilità aziendale con la calcolatrice

Il bilancio è un documento che rappresenta parte del sistema informativo aziendale, fornisce una attendibile conoscenza del risultato economico e del patrimonio aziendale. Il bilancio d’esercizio è formato da:

 

Alcune tipologie di società, oltre ai documenti di cui sopra, hanno l’obbligo di depositare il rendiconto finanziario e la relazione sulla gestione.

La situazione patrimoniale, finanziaria ed economica si traduce nella stesura dello stato patrimoniale e del conto economico che deve seguire schemi specifici previsti dal Codice Civile.

La rappresentazione del sistema informativo aziendale data dal bilancio non è però assoluta o incontrovertibile in quanto è condizionata da convenzioni contabili. Queste convenzioni esistono a tutela degli stakeholder che consultano e utilizzano regolarmente le informazioni fornite dal bilancio e che, a volte, potrebbero essere tratti in inganno da interpretazioni fuorvianti fatte dagli amministratori aziendali. Le convenzioni sono stabilite per legge o, in alcuni casi, redatte da organismi autorevoli come l’OIC (Organismo Italiano di Contabilità) e possono rivolgersi a destinatari differenti. In Italia, alcune aziende possono o devono applicare norme e principi contabili stabiliti dall’ordinamento e dalle istituzioni italiane mentre altre aziende devono far riferimento a standard contabili internazionali, come IAS e IFRS. Con il fenomeno della globalizzazione infatti, sempre più aziende intraprendono azioni in mercati esteri e quindi è necessaria una comparabilità a livello internazionale delle informazioni economico-finanziarie date dal bilancio d’esercizio. In un mercato globale, gli operatori devono quindi poter consultare facilmente il bilancio d’esercizio attraverso un’armonizzazione dei principi e degli standard contabili col fine di valutare un possibile investimento, valutare le performances, fare analisi di benchmark, analizzare la concorrenza e tanto altro.

Lo stato patrimoniale deve essere redatto secondo lo schema previsto dall’art. 2424 c.c., integrato dall’art. 2423-ter c.c. che richiede:

  • L’utilizzo della forma a sezioni divise e contrapposte o della forma scalare per rappresentare i valori: la prima forma mette a confronto i valori dell’attività con i valori del patrimonio netto e delle passività, mentre la seconda forma permette di sommare algebricamente e progressivamente le poste contabili;
  • Il contenuto obbligatorio: lo stato patrimoniale si suddivide in attivo e passivo. Lo stato patrimoniale attivo deve contenere per legge:
    A) Crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte già richiamata;
    B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria;
    C) Attivo circolante;
    D) Ratei e risconti.
    Lo stato patrimoniale passivo si suddivide in:
    A) Patrimonio netto;
    B) Fondi per rischi e oneri;
    C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato;
    D) Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l’esercizio successivo;
    E) Ratei e risconti.
  • L”articolazione gerarchica delle voci: contrassegnare il primo livello con una lettera maiuscola, il secondo con un numero romano, il terzo con un numero arabo e il quarto con una lettera minuscola.

 

Il conto economico deve essere redatto secondo lo schema previsto dall’art. 2425 c.c., integrato dall’art. 2423-ter c.c. con forma scalare e classificazione dei costi per natura. Il conto economico deve contenere:

A) Valore della produzione;
B) Costi della produzione;
C) Proventi e oneri finanziari;
D) Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie.

 

Anche in questo caso, le poste sono suddivise e raggruppate secondo criteri specifici, ovvero, macro-classi identificate da lettere maiuscole, voci indicate con numeri arabi e sotto-voci segnalate da lettere minuscole.

La nota integrativa inserita nel bilancio d’esercizio ha lo scopo di colmare le lacune esplicative del linguaggio quantitativo contabile utilizzato per redigere lo stato patrimoniale e il conto economico. Pertanto, la nota integrativa consente di fornire a terzi informazioni chiare sulla composizione quantitativa e qualitativa delle componenti del patrimonio della società, permettendo un’interpretazione più agevole del bilancio.

La nota integrativa ha infatti tre funzioni:

  • Descrittiva, per spiegare l’andamento dei valori nel conto economico e nello stato patrimoniale;
  • Informativa, in quanto contiene più dati e notizie rispetto alle altre due componenti del bilancio d’esercizio;
  • Esplicativa, poiché mette in relazione stime e congetture con i programmi e i piani aziendali.

 

Per un approfondimento: Glossario

come strutturare il bilancio d'esercizio definendo lo stato patrimoniale il conto economico e la nota integrativa

Analizzare la redditività del capitale investito è un procedimento chiave per determinare se l’azienda progredirà in futuro oppure avrà delle difficoltà. Se infatti il ROI (Redditività del capitale investito) è uguale o superiore al costo delle fonti finanziarie, l’azienda è vitale, mentre se nel lungo periodo è inferiore, allora l’azienda avrà di certo problemi nel medio-lungo periodo.

I due indicatori principali per monitorare la redditività del totale attività sono: (i) il valore percentuale ottenuto dal rapporto tra l’EBIT / Valore della Produzione e (ii) il rapporto Volume della Produzione / Attività. Per ottimizzare le performances aziendali però, i manager devono poter controllare tutti gli indicatori secondari che influenzano i due driver principali, in modo tale da stabilire i valori obiettivi da raggiungere per ottenere le performances richieste e suddividere i compiti a personale adeguato.

La gestione aziendale deve essere precisa e puntuale per tenere controllata la situazione finanziaria e coordinare tutti i driver necessari al raggiungimento degli obiettivi predisposti. Il manager deve inoltre monitorare le risorse di cassa affinché ci sia liquidità sufficiente per poter pagare tutti i conti ed evitare un intervento da parte di un soggetto esterno, che annullerebbe la sua autorità decisionale.

La conoscenza del mercato azionario è un altro aspetto fondamentale che deve rientrare tra le capacità del manager e dell’imprenditore che si occupa di analisi e valutazione d’azienda. Gli indicatori principali legati al mercato azionario sono:

  • Capitalizzazione di mercato;
  • Valori delle azioni, nominale, libero, mercato;
  • EPS (utili per azione);
  • DPS (dividendi per azione);
  • Copertura dei dividendi e rapporto utili/dividendi;
  • Rendimento degli utili;
  • Rendimento dei dividendi;
  • PE (indicatore prezzo/utili);
  • Indicatore mercato/libro.

 

Il mercato azionario influenza sia il valore delle società per azioni quotate in borsa sia il valore delle aziende non quotate poiché, per valore, si intende appunto la capitalizzazione di mercato di un’azienda o il valore combinato del capitale azionario ordinario.

Meta offre un alto livello di consulenza aziendale, confermata dal Dottorato in valutazione d’azienda di uno dei Soci fondatori. I clienti sono affiancati con grande professionalità e competenza per poter delineare un’analisi accurata della situazione aziendale ed elaborare una strategia ottimale volta al raggiungimento degli obiettivi degli imprenditori.

analizzare il roi per la gestione aziendale con uno schema con disegni e grafici

Il sistema direzionale aziendale ha il compito di elaborare decisioni strategiche ed operative, monitorare i risultati e responsabilizzare i manager e gli imprenditori.

La Pianificazione strategica si riferisce alla realizzazione di piani di gestione aziendale nel lungo periodo e al controllo della validità delle strategie, mentre la Programmazione indica le scelte di gestione prese nel breve periodo.

Un imprenditore deve dotarsi di una definita pianificazione strategica per stabilire l’organizzazione del lavoro volto a raggiungere gli obiettivi e suddividere le risorse da utilizzare. Il processo di pianificazione strategica si articola in:

  •  Revisione dei programmi in corso, adottando programmi di ridimensionamento e/o revisione a base zero, conosciuta oggi come analisi dei processi;
  • Esame delle proposte di nuovi programmi, per affrontare delle minacce o cogliere delle opportunità;
  • Coordinamento dei programmi.

 

Si parla di controllo di Gestione invece quando, all’interno di un’azienda, si effettua la valutazione dei dati concentrandosi sulla performance e sui risultati, tralasciando il modo in cui sono stati ottenuti. Molte aziende strutturano il loro sistema di controllo per prodotti, per funzioni e sub-funzioni aziendali e per processi.
Il controllo manageriale deve essere completo e presente in ogni fase e, per questo motivo, si parla di:

  • Controllo antecedente, per verificare che i programmi operativi siano idonei nel raggiungere gli obiettivi;
  • Controllo concomitante, per monitorare periodicamente l’andamento della gestione;
  • Controllo susseguente, effettuato a fine progetto, per raccogliere dati e informazioni in vista di un miglioramento futuro della progettazione e per valutare i vari manager e il loro lavoro.

 

Il ciclo di pianificazione e controllo concerne quindi un processo decisionale che inizia con la formulazione di piani nel lungo periodo e programmi nel breve periodo, prosegue con la loro attuazione, verifica le performance con una procedura di controllo e confronta infine la performance reale con quella pianificata.

come pianificare una strategia aziendale e fare scaccomatto

Quali investimenti mi conviene fare? Come posso rendere la mia imprese appetibile per possibili investitori? Come massimizzo il valore del capitale investito dagli azionisti?

La finanza è un aspetto importante all’interno di un’azienda in quanto è legato alla possibilità di ottenere un incremento del valore aziendale. Capire infatti come procurarsi e come gestire il denaro necessario per raggiungere gli obiettivi predisposti è determinate per tutte le imprese.
Gli azionisti finanziano volentieri un’impresa solo se possono ottenere un rendimento adeguato, almeno uguale a quello che potrebbero ottenere nel mercato finanziario.

L’imprenditore deve capire quindi come orientarsi in ambito finanziario, delegando dove necessario a manager o consulenti specializzati parte delle funzioni di controllo. La proprietà dell’azienda e la governance della stessa possono coincidere pur facendo coesistere interessi diversi che, in qualche caso, creano conflitti tra manager e proprietà con conseguente divisione dei ruoli e delle reciproche pretese tali per cui, proprietà e governance, si differenziano.

Saper prendere decisioni finanziarie ottimali, conquistando la fiducia di creditori e azionisti, permette all’azienda di raggiungere un certo standard, garante di sicurezza e affidabilità.

tastiera del computer con evidenziato il tasto financing
Business idea
Business plan
Marketing plan
Budget
Avvio attività
Programmazione e controllo
Finanza aziendale
Analisi dei risultati
Strategia di crescita
Innovazione