La conversione in legge del Decreto Fiscale 2026 (DL 38/2026, convertito nella L. 88/2026) ha introdotto numerose modifiche di interesse per imprese, professionisti, lavoratori e contribuenti.
Come spesso accade nei provvedimenti fiscali di metà anno, il testo definitivo non si è limitato a confermare le disposizioni originarie, ma ha ampliato significativamente il perimetro degli interventi, introducendo nuove agevolazioni, modifiche ai regimi fiscali esistenti e importanti chiarimenti operativi.
Tra le novità di maggiore interesse si segnalano gli interventi sul concordato preventivo biennale, l’estensione della rottamazione-quinquies ai carichi affidati da Regioni ed enti locali, le nuove misure a sostegno delle imprese agricole e delle imprese impegnate nei processi di transizione energetica, nonché alcune disposizioni rivolte all’internazionalizzazione delle imprese e all’accesso al credito delle realtà artigiane.
Concordato preventivo biennale: nuove regole e nuove scadenze
La disciplina del concordato preventivo biennale viene ulteriormente affinata attraverso l’introduzione di correttivi che incidono sia sulla determinazione delle proposte sia sui termini operativi.
Tra le modifiche più rilevanti vi è l’inclusione dell’iper-ammortamento tra gli elementi da neutralizzare ai fini della determinazione dei redditi rilevanti per il concordato, oltre all’introduzione di nuovi limiti per i contribuenti caratterizzati da livelli di affidabilità ISA più contenuti.
Viene inoltre confermata la possibilità di aderire al CPB 2026-2027 entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Rottamazione-quinquies: apertura anche ai debiti degli enti territoriali
Una delle novità più significative riguarda l’estensione della definizione agevolata ai carichi affidati agli agenti della riscossione da Regioni, Province, Comuni e altri enti territoriali.
L’effettiva applicazione della misura dipenderà dalle deliberazioni che saranno adottate dai singoli enti, ma la novità amplia sensibilmente il perimetro delle posizioni potenzialmente definibili.
Per i contribuenti interessati sarà quindi opportuno monitorare le decisioni dei singoli enti creditori e verificare la presenza di eventuali carichi rientranti nella procedura.
Incentivi per la transizione energetica
La conversione del decreto interviene anche sul sistema di incentivi collegati al Piano Transizione 5.0.
Particolare attenzione viene riservata agli investimenti in impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e ai sistemi di accumulo energetico.
Il legislatore ha inoltre chiarito la totale irrilevanza fiscale dei contributi riconosciuti, prevedendo l’esclusione sia dalla formazione del reddito imponibile sia dalla base imponibile IRAP.
Si tratta di un chiarimento particolarmente rilevante per le imprese che stanno valutando investimenti finalizzati alla riduzione dei costi energetici e al miglioramento dell’autonomia produttiva.
Credito d’imposta per il carburante delle imprese agricole
Per il comparto agricolo viene introdotto un nuovo credito d’imposta destinato a compensare l’aumento dei costi sostenuti per l’acquisto di gasolio e benzina utilizzati nell’attività d’impresa.
L’agevolazione può arrivare fino al 20% della spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 e potrà essere utilizzata esclusivamente tramite compensazione nel modello F24.
La misura si inserisce nel più ampio quadro degli interventi destinati a sostenere un settore particolarmente esposto alle oscillazioni dei costi energetici.
Internazionalizzazione e sostegno alle imprese esportatrici
Il decreto introduce inoltre nuove misure a favore delle imprese che operano sui mercati internazionali e che hanno subito effetti negativi derivanti dall’incremento dei costi energetici o dalle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico.
La misura prevede contributi a fondo perduto collegati agli strumenti di finanziamento agevolato già operativi nell’ambito del Fondo 394, con intensità maggiorate per le piccole e medie imprese.
Nuove opportunità per le imprese artigiane
Particolarmente interessante è l’istituzione di un nuovo Fondo dedicato alle imprese artigiane.
Lo strumento sarà finalizzato a favorire l’accesso al credito attraverso contributi in conto interessi destinati a programmi di investimento e progetti di sviluppo aziendale.
L’iniziativa conferma la crescente attenzione verso strumenti che non si limitano all’erogazione di contributi diretti, ma intervengono sulla sostenibilità finanziaria degli investimenti.
Professionisti e rapporti con la Pubblica Amministrazione
Un’altra modifica di rilievo riguarda il blocco dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti dei professionisti.
La nuova disciplina introduce una soglia minima di 5.000 euro di debiti iscritti a ruolo prima che possa operare il meccanismo di sospensione dei pagamenti, superando una disciplina che aveva generato numerose criticità applicative.
Pagamenti elettronici e aggiornamento della normativa
Viene inoltre aggiornato il quadro normativo relativo all’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici, adeguando la terminologia alle più recenti definizioni contenute nella normativa bancaria e nei sistemi di pagamento digitali.
L’intervento conferma la progressiva evoluzione dell’ordinamento verso forme di pagamento sempre più digitalizzate e interoperabili.
Scarica la circolare completa
Le novità introdotte dalla legge di conversione del Decreto Fiscale 2026 sono numerose e interessano ambiti molto diversi tra loro: fiscalità d’impresa, agevolazioni, riscossione, lavoro, internazionalizzazione e rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Per un’analisi dettagliata delle singole disposizioni, delle decorrenze, dei requisiti applicativi e delle implicazioni operative per imprese e professionisti, è possibile scaricare la circolare completa predisposta dallo Studio.

